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Quale Bici da Corsa Comprare? La nostra classifica di marzo 2019.

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Migliori 3 Bici da Corsa Qualità/Prezzo

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Migliori 3 Bici da Corsa Top di Gamma

Queste sono le migliori 3 bici da corsa di fascia alta che abbiamo selezionato e messo a confronto. Consigliamo questi modelli a chi non ha problemi di budget ed è in cerca di una bici da corsa dalle elevate performance.

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Come Scegliere una Bici da Corsa?

La difficoltà nell’acquistare una bici da corsa non è tanto decidere la marca e il modello come potrebbe essere per un’automobile, ma il gran numero di elementi da dover scegliere: telaio, sella, freni, cambio, manubrio, pedivelle, attacchi per le scarpe e naturalmente le ruote. Ognuno di questi componenti ha delle proprie caratteristiche e costi che variano in maniera sensibile in base alla qualità costruttiva e ai materiali utilizzati. Una bicicletta da strada infatti, può andare dai mille euro (dei modelli entry level) fino a superare i 15.000 euro (per i modelli top di gamma).

Questo era solo per farvi avere un’idea dell’enorme quantità di bici da corsa presenti sul mercato. Quindi, per scegliere una buona bicicletta da strada è innanzitutto necessario stabilire due punti fermi: il limite massimo di spesa e l’utilizzo previsto. Tenendo sempre ben presenti questi due elementi, andiamo a vedere come scegliere una bici da corsa analizzandone i vari componenti e quali caratteristiche deve avere una buona bicicletta da corsa.

1. Telaio


Il telaio è la struttura primaria di qualsiasi bicicletta. I fattori di scelta sono: taglia, geometria e tipo di materiale. Rivolgendosi ad un negozio specializzato, sarà cura del personale consigliare la giusta taglia in base alle misure dell’acquirente ed in particolar modo: altezza totale, altezza vertice ischiatico (cavallo) e peso.

A. Geometria del Telaio

La geometria influisce sulla conducibilità del mezzo e la penetrazione aerodinamica. I modelli top di gamma di marchi leader come Giant, Pinarello, Colnago, Trek, Cannondale e Specialized (solo per citare alcuni dei brand più famosi), sono grossomodo gli stessi telai utilizzati dai professionisti.

Si tratta di prodotti che garantiscono da una parte un’aerodinamica esasperata e massime performance, ma dall’altra richiedono determinate qualità fisiche e un comfort non sempre ottimale. Per questo motivo, consigliamo caldamente di non farsi prendere troppo dall’entusiasmo e ponderare bene l’acquisto in base ai propri obiettivi, cercando opinioni di persone che già utilizzano lo stesso telaio.

B. I Materiali Migliori in un Telaio

Il materiale di riferimento per il telaio è ormai il carbonio che ha completamente sostituito l’alluminio ed è in grado di offrire leggerezza, rigidità e resistenza; in base alla sua qualità varia il peso e di conseguenza anche il prezzo.

Telai di fascia alta arrivano a costare anche 5 mila euro, raggiungendo un peso attorno al chilogrammo (il valore varia in base alla taglia). Un altro materiale impiegato con minor successo è il titanio che, tuttavia, offre buone caratteristiche di leggerezza e resistenza.

2. Trasmissione o Guarnitura


Una volta scelto il telaio è necessario montare le parti meccaniche, ovvero la cosiddetta guarnitura. Si tratta di un kit completo che comprende il movimento centrale con corone dentate e pedivelle, deragliatore anteriore / posteriore, leve di comando da montare sul manubrio ed eventuali cavi in acciaio con relative guaine (solo per cambio meccanico).

Se si decide di acquistare telaio e guarnitura separatamente è importante accertare la compatibilità del movimento centrale con la sede sul telaio.

Le aziende di riferimento sono tre: la giapponese Shimano, l’americana Sram e l’italiana Campagnolo. I primi due marchi offrono prodotti intercambiabili, ovvero si possono montare entrambi i pacchi pignoni senza sostituire l’attacco della ruota posteriore. Campagnolo invece prevede un sistema diverso con specifico attacco.

Leggerezza, qualità dei materiali e durata sono tutti fattori che si equivalgono indipendentemente dalla marca. Ogni costruttore propone diverse guarniture partendo da modelli entry level che assicurano già notevoli performance, fino ai top di gamma dal costo di diverse migliaia di euro.

Una decisione importante è tra cambio con comandi meccanici o elettronici. Quest’ultima soluzione è utilizzata dai professionisti e offre cambiate più precise e rapide, oltre ad una minore manutenzione vista la mancanza dei fili metallici. L’unico svantaggio e doversi ricordare di caricare le batterie per evitare di rimanere senza energie e quindi con l’impossibilità di cambiare rapporto.

3. Sellino


Il sellino o sella è un componente fondamentale di qualsiasi bicicletta da corsa; è costituito da un telaio che si aggancia al reggisella e da una struttura che sostiene il peso del ciclista. Prezzo e prestazioni variano a seconda dei materiali utilizzati.

I sellini più costosi sono costruiti completamente in carbonio e arrivano a pesare anche meno di 100 grammi. Altri prodotti hanno la struttura in acciaio e presentano una seduta leggermente imbottita con rivestimento in pelle o in materiali sintetici. Esistono anche selle combinate con telaio in acciaio e scocca in carbonio.

A. Come scegliere una Sella?

Ogni ciclista deve scegliere la sella in base alle proprie caratteristiche morfologiche ed in particolar modo alla larghezza del bacino. In linea di massima più tale misura è abbondante e maggiore deve essere larga la parte di appoggio posteriore. È il motivo per cui, solitamente, le selle per le donne hanno forme più larghe rispetto a quelle utilizzate dai colleghi maschi.

Spesso si pensa che a una imbottitura più abbondante corrisponda un maggior comfort: non è affatto vero. La comodità dipende da diversi fattori primo tra tutti la perfetta messa in sella del ciclista, ovvero la sua corretta posizione. Varia anche a seconda della struttura fisica, peso della persona e qualità del fondello della salopette: aspetto troppo spesso sottovalutato.

B. Quali Sellini offre il Mercato?

L’Italia è leader nel settore con aziende come SMP, San Marco e Selle Italia che propongono un catalogo molto vario con prodotti specifici per soddisfare ogni esigenza. Una soluzione adottata da quasi tutti i costruttori è la creazione di un foro centrale più o meno ampio nel piano di appoggio, in modo da alleviare la pressione a livello prostatico.

– SMP è famosa per aver progettato modelli con una speciale forma non perfettamente piana e con una sorta di becco ricurvo nella parte anteriore: il modello di punta è il Full Carbon con un peso di circa 135 grammi.

– Selle Italia invece propone, tra i tanti prodotti, forse la più leggera sella attualmente sul mercato: il modello SLR C59 completamente in carbonio con un peso di soli 61 grammi.

– San Marco non sta certo a guardare con il suo prodotto top di gamma: la sella Aspide Superleggera dotata di struttura in carbonio, rivestimento in Microfeel, imbottitura Pebax e peso di 109 grammi.

4. Ruote


Quando si compra una bicicletta da corsa, un componente che influisce in modo significativo sul costo finale e sulle prestazioni sono indubbiamente le ruote, vediamo quindi quali sono i componenti principali di una ruota che vanno tenuti in considerazione nella fase di acquisto.

A. Con o Senza Camera d’Aria?

La prima decisione da prendere è se utilizzare un modello con camera d’aria (comunemente detto con copertoncino) oppure con tubolare.

Un tempo esistevano solo le classiche ruote con cerchione in metallo dove inserire il copertone che proteggeva la camera d’aria. Il progressivo sviluppo tecnologico ha portato alla nascita di modelli con tubolare, che viene incollato direttamente sul cerchio.

Le differenze sono in termini di peso e scorrevolezza indubbiamente a vantaggio di una ruota senza camera d’aria; rappresenta la scelta utilizzata dai professionisti e teoricamente dovrebbe assicurare un minor rischio di foratura.

B. Ruote in Alluminio o in Carbonio?

Esistono sostanzialmente due categorie: ruote in alluminio e ruote in carbonio. Le prime sono dotate tutte di camera d’aria e hanno come principale vantaggio la resistenza ad urti in seguito a cadute e sconnessioni dell’asfalto.

Le ruote in carbonio invece, possono essere sia con camera d’aria che a tubolare e in linea di massima sono più leggere, offrono maggior rigidità e scorrevolezza ma con lo svantaggio di essere particolarmente delicate.

Esistono anche ruote ibride con cerchio in carbonio e raggi in alluminio che garantiscono più solidità in caso di colpi violenti.

C. Larghezza e Altezza del Cerchio

Le misure fondamentali per la scelta di una ruota sono la larghezza del cerchio e l’altezza del profilo. In passato la larghezza era 13 / 15 mm, mentre oggi è molto facile trovare modelli con canale da 17 mm che permettono di montare ruote da 25 anziché 23 mm. Esistono anche cerchi da 19 fino a 21 mm per utilizzare pneumatici che raggiungono i 32 mm di larghezza.

Ci sono dei vantaggi a montare coperture più larghe? Avere più battistrada, se da una parte può comportare maggior attrito, dall’altra offre più grip, migliore capacità di sterzata e anche un aumento del comfort su superfici irregolari. Oltretutto, in determinate condizioni, la resistenza al rotolamento risulta inferiore.

L’altezza del profilo è un aspetto che riguarda i cerchi in carbonio che si possono trovare con moltissime misure. Per un impiego versatile, consigliamo di stare su profili compresi tra 30 e 45 mm, in grado di offrire una buona penetrazione aerodinamica, senza subire troppo il vento laterale e mantenendo un peso non eccessivo. Scegliendo profili più alti, aumenta senza dubbio l’aerodinamicità, ma diminuisce la facilità di conduzione della bicicletta soprattutto in discesa o in presenza di vento.

D. Pista Frenante

Rappresenta la parte del cerchio che va a contatto con il pattino ed è fondamentale per assicurare una frenata pronta in qualsiasi condizione. Anche in questo caso esistono moltissime soluzioni, vediamo le principali:

– La pista frenante più economica è quella realizzata in alluminio e permette delle buone performance anche con la pioggia.

– Le ruote completamente in carbonio invece, hanno anche la pista frenante realizzata dello stesso materiale; ciò permette la massima efficienza aerodinamica con una frenata prestazionale in condizioni di asciutto, ma con un drastico calo sul bagnato.

– Per ovviare a questo problema, molti produttori hanno creato delle alternative utilizzando trattamenti speciali come l’Exalith di Mavic, il Plasma Electrolytic Oxidation proposto dall’azienda italiana Fulcrum o il sistema OXIC della DT Swiss.

5. Freni


Una bicicletta da corsa monta da sempre freni costituiti da una coppia di pattini in gomma che, facendo pressione sul cerchio, ne arrestano l’avanzamento. Questo almeno fino alla comparsa, qualche anno fa, dei primi freni a disco installati sulle bici da strada. Presentano il medesimo principio di funzionamento dei sistemi montati sulle mountain bike, ma solamente con dimensioni più contenute.

La qualità della frenata è senza dubbio migliore con un freno a disco: differenza che appare più sensibile quando le condizioni diventano estreme come sul bagnato o affrontando una discesa particolarmente ripida. Si tratta di un sistema frenante che allunga notevolmente anche la longevità del cerchio, non essendo più soggetto alle sollecitazioni dei pattini che consumano e deformano la pista frenante a causa dell’attrito e delle alte temperature.

Nonostante i vantaggi offerti tuttavia, il sistema frenante a disco non ha ancora preso particolarmente piede in questa categoria di biciclette e la dimostrazione è che anche a livello professionistico, sono ancora pochi i mezzi che montano tale sistema.

La maggior parte dei produttori di biciclette offre comunque, per i suoi modelli top di gamma, la possibilità di scegliere tra allestimento con sistema frenante tradizionale o a disco.

6. Manubrio e Reggisella


I manubri più diffusi sono senza dubbio quelli in carbonio ma esistono anche versioni molto economiche in alluminio. L’attacco è la parte che lo collega al piantone dello sterzo è può essere integrato al manubrio stesso oppure fornito con un componente separato. Quest’ultima soluzione offre la massima personalizzazione potendo cambiare la lunghezza dell’attacco a seconda delle proprie esigenze, mentre in sistemi integrati è necessario sostituite tutto il manubrio. La scelta della forma dipende esclusivamente da abitudini e gusti personali.

Altro componente è il reggisella che può essere già integrato nel telaio. In questo caso, una volta calcolata l’altezza del sellino, va tagliato: soluzione drastica che non consente sbagli o ulteriori modifiche.

Al contrario, acquistando il componente da inserire nel tubo del telaio, si ha il grande vantaggio di poter regolare l’altezza della sella con estrema facilità semplicemente allentando una vite a brugola.

7. Messa in Sella


La bicicletta da corsa è un mezzo fisicamente impegnativo; questo non solo per la naturale fatica nel pedalare, ma anche per la posizione che bisogna mantenere per lungo tempo. La corretta postura è fondamentale per poter godere di un adeguato comfort e anche per migliorare le proprie prestazioni.

Acquistando una bici da strada entry level in un grande centro di articoli sportivi, il più delle volte viene venduta preoccupandosi solamente della taglia in base all’altezza dell’acquirente. Tutte le altre misure sono completamente trascurate e lasciate a discrezione del ciclista. Sarà suo compito provvedere ad effettuare le regolazioni con il rischio di assumere una posizione completamente sbagliata.

Rivolgendosi invece ad un negozio specializzato, viene effettuata la cosiddetta messa in sella. Attraverso sofisticati macchinari si rilevano tutti i parametri fisici del soggetto in base ai quali scegliere, non solo la taglia esatta del telaio, ma anche la lunghezza delle pedivelle, altezza del reggisella, distanza dal manubrio, ecc.

È bene sottolineare come una messa in sella ideale non esiste e varia a seconda di molti fattori: il primo è l’obiettivo che intende raggiungere il ciclista. Importante poi valutare la flessibilità muscolare che è indispensabile se si vogliono assumere posizioni estreme tipiche dei professionisti. Anche l’età e l’insorgere di problemi fisici o infortuni sono aspetti che portano a modificare la propria messa in sella.

8. L’Ossessione della Leggerezza


L’UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ha stabilito che la bicicletta di un professionista non può superare i 6,8 kg di peso per questioni di sicurezza. Un mezzo più leggero equivale a fare meno fatica ma è necessario non essere ossessionati dal peso. In realtà moltissimi amatori assemblano biciclette che sulla bilancia fanno registrare meno di 6 kg, prestando un’attenzione maniacale a qualsiasi componente e scegliendo i più leggeri in assoluto sul mercato.

Trascurando l’aspetto economico, il fattore importante è la “sicurezza“: una bicicletta eccessivamente leggera infatti, è soggetta ad essere spostata con estrema facilità da folate di vento laterale, che possono far sbandare improvvisamente un ciclista causando situazioni di grande pericolo. Allo stesso modo diventa estremamente difficile condurre il mezzo ad alta velocità quando si affrontano discese particolarmente impegnative.

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